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SUMMARY:L’eNorme responsabilitá
DESCRIPTION:XIII Convegno IRIS\nMercoledí 4 dicembre 2019\nAuditorium S.Fedele – Via Hoepli 3/b – Milano\nL’evento è stato accreditato con 5,6 crediti ECM per 200 partecipanti.\nNella pratica quotidiana le linee guida costituiscono un utile ausilio e àncora per districarsi in un mondo di conoscenze sempre più vasto, in cui i risultati dell’ultimo trial pubblicato sembrano premere per un immediato cambio di rotta nelle scelte cliniche. Come e in base a quali criteri è possibile utilizzare gli aspetti positivi delle Linee Guida? L’affermazione di R. Brian Haynes “Le evidenze non prendono decisioni, sono le persone a farlo” è più che mai realistica. Spetta infatti ai professionisti, sulla base della forza delle raccomandazioni e del parere degli esperti – in accordo con le esigenze e i desideri della donna – individuare i comportamenti assistenziali più adeguati per la singola situazione, nella consapevolezza dei limiti di contesto e individuali. Le evidenze delle linee guida hanno dei limiti: sono mutuate da contesti sperimentali che non sempre sono riproducibili in altri contesti, e le raccomandazioni degli esperti, spesso al confine tra cultura del rischio e paura del pericolo, potrebbero condizionare la responsabilità professionale. Come e quando discostarsene ragionevolmente senza cadere nell’autoreferenzialità individuale o di gruppo? La competenza clinica e le capacità relazionali giocano un ruolo essenziale nel delineare l’etica, non come disciplina ma come sapienza incarnata. Costruire e mantenere buone relazioni di cura diventa allora il compito di chi voglia assistere con qualità assumendosi la responsabilità di accompagnare chi mette al mondo.\n>>> SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO <<<\nCollegato 1º Workshop – Laboratorio di etica incarnata\n>>> VAI AL WORKSHOP <<<\nCollegato 2º Workshop – Non solo rivolgimento nell’assistenza alla presentazione podalica\n>>> VAI AL WORKSHOP <<<\n \nTEMPI MODERNI Introduzione. Anita Regalia – ginecologa, IRIS Milano.\nBEAUTIFUL MIND Reclaiming relationship and expertise in maternity care: using guidelines as guidance, not as rules . <Linee guida come guida – e non come regola – per recuperare capacità relazionali e competenze nell’assistenza alla nascita.> Soo Downe – ostetrica, University of Central Lancashire UK.\nLE ALI DELLA LIBERTA’ Non solo PROMPT (Practical Obstetric Multi-Professional Training) per le emergenze all’ospedale di Bristol. Un diverso approccio per garantire la sicurezza a partire dall’analisi delle devianze positive. Elisa Liberati – ricercatrice, University of Cambridge UK.\nRITORNO AL FUTURO Implementation of science: the experience of “Breech Team” <Le evidenze scientifiche evolvono: l’esperienza del “Breech Team”>. Anita Hedditch – ostetrica, John Radcliffe Hospital Oxford; Ethel Burns – ostetrica, Oxford Brookes University.\nIL VERDETTO Legge Gelli e Linea Guida: filo d’Arianna o flauto magico? Matteo Caputo – docente diritto penale, Università Cattolica – Milano.\nA QUALCUNO PIACE CALDO Il piacere nelle relazioni per una fioritura della responsabilità. Questioni di etica applicata. Giusi Venuti – filosofa, Torino.\nCARO DIARIO Quando un direttore pensa alle competenze in ostetricia e in neonatologia. Beppe Battagliarin – ginecologo, Ospedale di Rimini, Francesco Morandi – neonatologo, Ospedale di Merate.\nMAI DIRE MAI Oltre i criteri di selezione, per un’assistenza personalizzata e inclusiva nella gestione del BRO. Lucrezia D’Antuono – ostetrica, Centro Nascita Ospedale S.Anna di Torino.\nPULP FICTION Quando le linee guida… non bastano. Anna Locatelli – ginecologa, Ospedale di Carate Brianza, Roberto Bellù – neonatologo, Ospedale di Lecco.\nLA VITA è MERAVIGLIOSA Riflessioni conclusive. Serena Donati, Istituto Superiore di Sanità Roma.\n
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